{"id":475,"date":"2021-04-07T12:20:52","date_gmt":"2021-04-07T10:20:52","guid":{"rendered":"http:\/\/brunopolis.eu\/de\/?p=475"},"modified":"2021-09-30T12:19:45","modified_gmt":"2021-09-30T10:19:45","slug":"i-primi-passi-del-turismo-in-val-pusteria","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/brunopolis.eu\/de\/it\/2021\/04\/07\/i-primi-passi-del-turismo-in-val-pusteria\/","title":{"rendered":"I primi passi del turismo in Val Pusteria"},"content":{"rendered":"\n<p>di Rudolf Tasser<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignright size-large is-resized\"><a href=\"http:\/\/brunopolis.eu\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/Abb-5-Drei-Zinnen_red.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/brunopolis.eu\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/Abb-5-Drei-Zinnen_red-665x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-463\" width=\"368\" height=\"567\" srcset=\"https:\/\/brunopolis.eu\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/Abb-5-Drei-Zinnen_red-665x1024.jpg 665w, https:\/\/brunopolis.eu\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/Abb-5-Drei-Zinnen_red-195x300.jpg 195w, https:\/\/brunopolis.eu\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/Abb-5-Drei-Zinnen_red-768x1183.jpg 768w, https:\/\/brunopolis.eu\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/Abb-5-Drei-Zinnen_red.jpg 800w\" sizes=\"auto, (max-width: 368px) 100vw, 368px\" \/><\/a><figcaption>Le Tre Cime di Lavaredo con alpiniste e alpinisti pionieri in<br>primo piano. Cartolina illustrata. Johann F. Amonn Bolzano,<br>1910 circa. Archivio storico della Citt\u00e0 di Brunico, raccolta<br>Weissteiner.<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Siamo circa alla met\u00e0 del XIX secolo, quando il turismo irruppe in Val Pusteria e sorsero le prime localit\u00e0 di villeggiatura. I decenni che precedettero la Prima Guerra Mondiale videro una congiuntura positiva, che tuttavia ebbe un corso diverso dal nascente turismo di massa successivo<br>alla Seconda Guerra Mondiale. Un tempo infatti i turisti erano molti meno, ma soggiornavano spesso per pi\u00f9 settimane o addirittura per pi\u00f9 mesi nello stesso albergo o hotel.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Il sogno turistico della Val Pusteria<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Il turismo non port\u00f2 solo soldi nelle casse di chi era in grado si sfruttare la nuova situazione, ma provoc\u00f2 anche una ridistribuzione di redditi e patrimoni. Chi era vissuto sfruttando il traffico di passaggio, poteva ora trovarsi in difficolt\u00e0. Altri invece, a cui era riuscito il passaggio a questo nuovo ramo dell\u2019economia, raggiunsero redditi inimmaginabili. Un caso esemplare per questi ultimi \u00e8 l\u2019albergo Aquila Nera a Villabassa gestito da Emma Hellenstainer. Questo paese si pu\u00f2 definire come l\u2019avanguardia turistica della Val Pusteria.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>La promozione del turismo<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Ospiti particolarmente agiati, non di rado soggiornavano tutto l\u2019anno in hotel per rigenerarsi. Durante l\u2019inverno stavano a Merano, in primavera in una localit\u00e0 un po\u2019 pi\u00f9 in alto, come ad esempio Rio di Pusteria, in estate infine nell\u2019Alta Pusteria. La pubblicit\u00e0 turistica si diffuse attraverso gli scrittori. Furono soprattutto Ludwig Steub (Aichach, Baviera) e Heinrich No\u00eb (Monaco) a riferirsi alla Val Pusteria. Vennero pubblicate anche delle guide che si concentravano su una sola localit\u00e0 come quella di Josef Rabl (Vienna) su Villabassa o quella di Hans Biendl (Vienna) su Sesto. Fin dall\u2019inizio la societ\u00e0 che gestiva la linea ferroviaria che attraversava la Val Pusteria, aveva tutto l\u2019interesse a incentivare quanto pi\u00f9 possibile il traffico turistico. Cos\u00ec si premur\u00f2 di offrire buoni collegamenti di treni rapidi che portassero soprattutto facoltosi viennesi e triestini in Alta Pusteria.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignleft size-large is-resized\"><a href=\"http:\/\/brunopolis.eu\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/Abb-6-Hotelkolonie-Toblach_red.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/brunopolis.eu\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/Abb-6-Hotelkolonie-Toblach_red.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-464\" width=\"414\" height=\"263\" srcset=\"https:\/\/brunopolis.eu\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/Abb-6-Hotelkolonie-Toblach_red.jpg 800w, https:\/\/brunopolis.eu\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/Abb-6-Hotelkolonie-Toblach_red-300x191.jpg 300w, https:\/\/brunopolis.eu\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/Abb-6-Hotelkolonie-Toblach_red-768x488.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 414px) 100vw, 414px\" \/><\/a><figcaption>\u201cColonizzazione alberghiera\u201d a Dobbiaco. Cartolina illustrata, Josef Werth, Dobbiaco, 1910 circa. Archivio storico della Citt\u00e0 di Brunico, raccolta Weissteiner.<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p><strong>Il club alpino austro-tedesco<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Un modo per rendere accessibili le montagne era quello di costruirvi dei rifugi e tracciare sentieri ben segnalati. Nel 1877 nacque la sezione Alta Pusteria del club alpino austro-tedesco. Nel 1879 contava gi\u00e0 41 soci, nel 1883, 61. Nonostante l\u2019esiguo numero di soci il club acquist\u00f2 una forte rilevanza, grazie soprattutto a soci particolarmente attivi come il sindaco di Villabassa Jakob Traunsteiner o Josef Anton Rohracher, il proprietario dell\u2019Hotel Germania a Dobbiaco nuova. Altrettanto attive furono le sezioni di Campo Tures, nata nel 1880, e la sezione Ladinia di Corvara, nata sette anni dopo. <br>Sorse cos\u00ed la professione della guida alpina. Anche in Val Pusteria con il passare del tempo si formarono delle vere e proprie dinastie di guide alpine perch\u00e9 il mestiere veniva tramandato di generazione in generazione. Campo Tures ebbe la propria associazione guide alpine a partire dal 1902.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>La pubblicit\u00e0 turistica<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Per ci\u00f2 che concerne la pubblicit\u00e0, per lungo tempo ci si limit\u00f2 a quella che oggi viene chiamato il \u201cpassaparola\u201d. Gi\u00e0 prima della Prima Guerra Mondiale per\u00f2 si cambi\u00f2 marcia, dando soprattutto valore all\u2019aspetto architettonico delle strutture turistiche. In tal senso un forte effetto promozionale ebbero l\u2019Hotel Lago di Braies, aperto nel 1899, e diversi altri alberghi a Rio di Pusteria, Villabassa e in altri luoghi termali della vallata. I primi ospiti venuti in Pusteria come \u201cforestieri\u201d erano bolzanini e meranesi in fuga dalla calura estiva delle loro citt\u00e0 di provenienza. Il gruppo successivo e di maggiore entit\u00e0 era costituito da persone provenienti da altre citt\u00e0 dell\u2019impero austroungarico, da Monaco e da altre citt\u00e0 germaniche. Viaggiavano carrozze e diligenze di diverse forme trainate da cavalli, in parte messe a disposizione dagli stessi hotel. La strada per il Lago di Braies era riservata a questi mezzi. Le auto non potevano percorrerla a meno che non si trattasse della macchina di un arciduca. I cocchieri erano i dominatori assoluti delle strade provinciali e imperiali e si lamentavano del continuo aumento di ciclisti che ostacolavano il transito sulle strade. I giornali parlavano di \u201cvelocit\u00e0 pazzesca delle auto\u201d e pronosticavano un peggioramento della situazione. Gi\u00e0 prima del 1914 c\u2019erano auto omnibus e dal 1900 una corriera postale con 12 posti a sedere viaggiava in Val di Tures.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignright size-large is-resized\"><a href=\"http:\/\/brunopolis.eu\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/Abb-7-Eisenbahnbruecke-Franzensfeste_red.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/brunopolis.eu\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/Abb-7-Eisenbahnbruecke-Franzensfeste_red.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-465\" width=\"444\" height=\"297\" srcset=\"https:\/\/brunopolis.eu\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/Abb-7-Eisenbahnbruecke-Franzensfeste_red.jpg 800w, https:\/\/brunopolis.eu\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/Abb-7-Eisenbahnbruecke-Franzensfeste_red-300x200.jpg 300w, https:\/\/brunopolis.eu\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/Abb-7-Eisenbahnbruecke-Franzensfeste_red-768x513.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 444px) 100vw, 444px\" \/><\/a><figcaption>Ponte ferroviario sopra la gola dell\u2019Isarco presso Fortezza. Cartolina illustrata, Gebr. Metz Kunstanstalt T\u00fcbingen, 1895 circa. Archivio storico della Citt\u00e0 di Brunico, raccolta Weissteiner.<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p><strong>Le posizioni dei partiti politici tirolesi riguardo al turismo<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>I grandi partiti politici del Tirolo, i conservatori, i liberali e i cristiano-sociali, presero posizioni diverse nei confronti del turismo. I conservatori temevano che il turismo producesse una monocultura che mirasse esclusivamente al profitto. Problemi nacquero anche tra ospiti di religione protestante e tirolesi di stretta osservanza cattolica. Questo port\u00f2 il principe vescovo di Bressanone, Simon Aichner, a stigmatizzare, in una<br>lettera pastorale apparsa nel 1896, gli aspetti negativi del turismo tra cui quello che rendeva impossibile assistere alla santa messa nel caso di escursioni alpinistiche previste di domenica. I liberali dal canto loro non rinunciarono al loro apprezzamento del turismo. Vi vedevano l\u2019unica concreta e cospicua fonte di entrate per la quale valeva la pena impegnarsi di pi\u00f9. I cristiano-sociali tirolesi non si opponevano all\u2019economia e vedevano dunque di buon occhio anche lo sviluppo del turismo.<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator\"\/>\n\n\n\n<p>* Questo testo \u00e8 tratto dal catalogo \u201e<a href=\"https:\/\/brunopolis.eu\/de\/it\/2020\/11\/25\/novita-1870-aufbruch-ins-gruen-evasione-nel-verde\/\">1870: Aufbruch ins Gr\u00fcn \/ Evasione nel Verde<\/a>\u201c.<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator\"\/>\n\n\n\n<p>Immagine: Cartina del Tirolo con strade e distanze, n. 10: Dolomiti. Progetto di J. Georg Th\u00f6ni, edizione di Jos. Grissemann a Imst, litografia di K. Redlich a Innsbruck. II edizione del 1900 circa. Tiroler Landesmuseum Ferdinandeum, K X\/17 (particolare).<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Rudolf Tasser Siamo circa alla met\u00e0 del XIX secolo, quando il turismo irruppe in Val Pusteria e sorsero le prime localit\u00e0 di villeggiatura. I decenni che precedettero la Prima Guerra Mondiale videro una congiuntura positiva, che tuttavia ebbe un corso diverso dal nascente turismo di massa successivoalla Seconda Guerra Mondiale. 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